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lunedì 1 dicembre 2014

I SUONI DELLE PERCUSSIONI




Nella musica araba
le percussioni hanno un grande impatto, alcune danzatrici modulano la loro danza quasi esclusivamente sul suono delle percussioni.. quasi ignorando la melodia..

Noi sappiamo che “gli eventi”, cioè le battute sulla tabla, i Dun e i Tac, il loro susseguirsi a una certa velocità e a una certa cadenza creano i ritmi.

Infatti la definizione di ritmo è: il divenire di eventi ordinati nel tempo e la frequenza con cui essi si succedono.

 A noi danzatrici, conoscere la definizione esatta di cosa sia il ritmo ci interessa relativamente.

Quello che ci interessa, ancor prima di conoscere gli stili, le battute e quant'altro, è sentire il ritmo nelle nostre ossa, nel nostro respiro, riuscire a sentirlo in maniera più emotiva che razionale...

Sentire a livello istintivo e ancestrale, percepire fisicamente più che ascoltare con le orecchie...

Senza nulla togliere alla preparazione completa della danzatrice che conosce i ritmi Arabi, la  loro provenienza e lo stile di danza che ne deriva, queste conoscenze a livello cognitivo da sole non bastano...

Altrimenti la nostra danza diventa didascalica, descrittiva, una bella esibizione che manca di contenuto. E il contenuto è dato dalle suggestioni che stiamo vivendo.

Abbiamo bisogno di saperci abbandonare alle sensazioni che ci evocano quei suoni e quelle melodie...

I SUONI DELLE PERCUSSIONI

I suoni principali prodotti dagli strumenti a percussione sono quelli che onomatopeicamente chiamiamo i DUN e i TAC

DUN e TAC

Ora, senza ascoltare niente, così, a naso..
Quale di queste due parole evoca qualcosa che cadendo a terra produce un tonfo, qualcosa di pesante, che richiama immediatamente l'attenzione? Dun o Tac?

E invece, quale di questi due corrisponde a un suono che si verifica  non necessariamente a contatto con la terra? Ad esempio rami che si spezzano, stoviglie di terracotta che si toccano, o altro? Dun o Tac?

Perciò quale di questi due suoni possiamo definire suono di terra e quale suono di aria?

Ci sono ritmi arabi che sono più ricchi di suoni di terra, e altri che sono composti maggiormente da suoni di aria.

Immaginiamo allora su quali di questi la nostra danza sarà più di terra? Dove i nostri passi sono più folkloristici, i movimenti più energici e i nostri piedi poggiano con tutta la pianta e le ginocchia sono un po' flesse?

E quali ritmi possono ispirarci movimenti più aerei, sulle mezze punte e con la danza che “vola”? Dove ci sentiamo più Farfalle e dove più Dee primitive?

Non stiamo parlando degli stili della danza e dei passi che si fanno sui ritmi conosciuti ma dei “suoni” degli strumenti a percussione e cosa ci evocano, come ci suggestionano, a prescindere dalle tradizioni.

Allora, senza conoscere il nome di un ritmo, riusciamo a riconoscere in base  alle sensazioni che ci da se è un ritmo più di terra o più aereo?


Il consiglio è questo: prendete un cd di percussioni e ascoltatelo, tanto per ascoltarlo, non pensate al ritmo, pensate solo ai suoni, a tutto quello che vi evocano... ascoltatelo e lasciatevi suggestionare. Se volete, danzate, ma non pensate ai passi, pensate a riprodurre quelle sensazioni, quelle suggestioni.

La magia infatti consiste nel suggestionare
...

e se non ci suggestioniamo noi che danziamo sarà difficile creare questa magia.




Testo: Zara Danza Orientale (M.A.Mantuano)
Immagine: dal web

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sabato 8 novembre 2014

Danza a Terra. L'ispirazione.



La Danza a Terra.
Resto sempre incantata quando la danzatrice si esprime portando il suo corpo a contatto con il suolo. Quando lascia la posizione eretta e coerente del mondo reale e se ne va giù, con un drammatico salto, oppure lentamente, portando la sua danza nel mondo dell’acqua, sott’acqua, nei sogni e nell’inconscio…

Lascia il Sole e, gettandosi a terra, si immerge nella luce argentea della Luna, del mondo di sotto, dei fondali marini. Diventa una sirena, un anemone di mare, un cavalluccio marino, una creatura sconosciuta degli abissi che guizza, ondeggia, scatta e racconta una storia di un mondo irraggiungibile e surreale. (Zara M.A.Mantuano)

Nel libro “Dea e Dive” di Rita Nur, il significato simbolico della danza a terra è spirituale e psicologico insieme:

“… Si trovano riferimenti che vedono la Danza a Terra come simbologia della sacra unione tra cielo e stelle che avviene all’interno dei nostri esseri. Ognuno di noi è formato sia da Terra- i minerali, che da Essere stella.
Quando riusciamo a esprimere pienamente le nostre due polarità incorporate, siamo pronti a congiungerci in un Unità ancora più grande e cosciente. Le nostre orme che lasciamo sulla terra tracciano il nostro passaggio; sulla terra ci adagiamo per sentirne il contatto e rivolgiamo lo sguardo e le braccia al cielo verso l’infinito, il divino.”....
 da pag. 72 del libro “Dea e Dive” di Rita Nur.



Dea e Dive di Rita Nur

E' un libro molto interessante e scorrevole dove, oltre alla storia delle dive sono descritti accuratamente gli stili, i costumi, i ritmi e molto altro. Un bellissimo saggio che non dovrebbbe mancare nella biblioteca di una appassionata o di una insegnante di Danza del Ventre

 Per informazioni sul prossimo Stage sulla Danza a Terra :
 vai all'evento su facebook: clicca quì  


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lunedì 2 maggio 2011

tecnica tecnica tecnica

tecnica tecnica tecnica....
avere molta padronanza dei nostri movimenti ci libera nella possibilità di esprimerci
di interpretare, di emozionarci e di trasmettere le emozioni...
studiare la tecnica significa riportare i movimenti alla loro purezza originaria che si perde attraverso abitudini sbagliate della vita di tutti i giorni
C'è una preoccupazione generale da parte di molti appassionati di Danza Orientale e cioè che possa essere  considerata soltanto una moda passeggera, o peggio, una forma di intrattenimento dove belle ragazze seducono con bei costumi e approssimativi movimenti che ricordano solo lontanamente la grande arte della Raqs Sharqi...
A mio avviso, focalizzarsi sull'aspetto negativo delle cose non è costruttivo...
quando siamo assalite da dubbi riguardo il nostro lavoro, l'unica cosa positiva da fare è buttarsi nel lavoro.


Amarlo di più, guardarlo con ottimismo e fidarci di noi stessi e della vita..







sabato 2 ottobre 2010

Inspiring

Wendi Bonaventura



ricorda di spegnere il player musicale in alto a destra





innovativa e bellissima...



Leila Haddad



Tradizionale e intramontabile....

Meditare....

Sto meditando sulla prossima coregrafia da far studiare al laboratorio coroegrafico
tra Alf Leila e el Toba...vediamo...
il repertorio ha bisogno di un pezzo Raqs Sharqi senza strumenti di danza...
domani scelgo la musica e la comincio
ci vorrebb euna coreografia che potranno ballare  in gruppi  multipli di tre  (da riadattare per le soliste con parti improvvisate)
Qualcosa di classico, che crei un'atmosfera inconfondibile...e allo stesso tempo di forte
Rita suggerisce una coreografia Balady....si, ci vuole un bel baladi di quelli strong..che ricordi  khan e khalili......anche se non andrebbe coroegrafato..... ma come si fa, un corpo di ballo ha bisogno di coreografie, quidi si al baladi coreografato
Ma il baladi arriverà tra un po' di tempo, adesso cominceremo con qualcosa di frizzante, sulla scia delle Bdss, tipo Raqs Bedeia
Poi qualcosa di solenne, tipo Alf Leila..e infine un Baladi sulla music di Rania...

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